26/02/2011 – Cena con clown

Per inaugurare ufficialmente il nuovo anno di attività Inventori di strade invita tutti, soci e non soci, grandi e piccini, ad una cena dal ricco menu con finale dessert: Stefano Davoli presenta Il sogno di un clown.

Per la cena ci troviamo tutti sabato 26 febbraio alle 19.45 nei locali dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Sant’Ilario d’Enza.

L’inizio dello spettacolo – che avrà luogo nel nuovo teatro – è fissato alle 21.00.

Il sogno di un clown
Il sogno di un clown

Quota di partecipazione individuale: 15 €, ridotta a 10 € per i soci iscritti al Circolo per l’anno sociale 2011. Gratis i bambini sotto i 12 anni accompagnati dai genitori entrambi paganti.

Per motivi organizzativi è assolutamente necessaria la prenotazione entro il 19 febbraio inviando una mail a info@inventoridistrade.com in cui si specificano i partecipanti.

Le quote saranno raccolte nella mattinata del 20 febbraio all’uscita delle S. Messe in Sant’Ilario.

19/02/2011 – “«Non muoio neanche se mi ammazzano!». Giovannino Guareschi” con Carlotta Guareschi e Guido Conti

Sabato 19 febbraio ore 16,30 il secondo incontro degli Inventori sulla strada “Stare dentro ai tempi nuovi”.

Carlotta Guareschi, la celeberrima Pasionaria, presentata dal giornalista e scrittore Guido Conti, ci intratterrà sulla figura di suo padre sotto il titolo “«Non muoio neanche se mi ammazzano!». Giovannino Guareschi”.

Universalmente conosciuto come papà di Peppone e don Camillo e come graffiante editorialista del settimanale Candido, Giovannino Guareschi (1908-1968) lo è forse meno come uomo che ha speso la propria vita per la giustizia e la libertà, senza cedere mai. Prima prigioniero come internato militare italiano nei lager nazisti – dove seppe donare motivi di fede e di speranza a tantissimi suoi compagni di sventura -, poi ancora prigioniero in patria per aver attaccato eminenti politici, e sempre impegnato in un’appassionata difesa della libertà di coscienza: «Dio giudica ciascuno secondo i suoi meriti e le sue colpe […] Ognuno nasce e muore per conto proprio e Dio considera gli uomini uno per uno e non gregge per gregge. Guai a chi rinuncia alla sua coscienza personale per partecipare a una coscienza e a una responsabilità collettiva» – fa dire al famoso Crocifisso di don Camillo.

L’invito è aperto a tutti e a tutti si raccomanda la puntualità:

Sabato 19 febbraio 2011 ore 16,30
Oratorio San Giovanni Bosco in Sant’Ilario d’Enza (RE), piazza IV Novembre

Quale preparazione, si suggerisce di ripercorrere La Resistenza degli I.M.I. pubblicata sul sito a partire dal 10 ottobre 2010 in puntate settimanali, tra cui quella in programma per il 16 febbraio tratterà specificamente di Guareschi.

Grande quantità di riferimenti rintracciabili su internet, tra i quali per la ricchezza di notizie si consiglia Il Club dei Ventitrè, l’associazione promossa ed animata dai fratelli Alberto e Carlotta Guareschi, che ringraziamo per aver gentilmente concesso le immagini.

06/01/2011 – Santa Messa per “Inventori di strade”

Nella solennità dell’Epifania del Signore, tutti coloro che in varie forme collaborano a Inventori di strade, vi partecipano e lo sostengono, aprono l’anno sociale 2011 con una Santa Messa, riunendosi nel ringraziamento per quanto di buono si è potuto realizzare nell’esordio del 2010 e nel proposito di affrontare con rinnovato slancio la prossima attività, che sia sempre sinceramente intesa a promuovere la cultura come espressione dell’intelletto e dello spirito della persona.

L’appuntamento è il 6 gennaio alle ore 10.30 nell’Oratorio della Parrocchia di Sant’Eulalia V.M. in Sant’Ilario d’Enza.

Natale

L’attesa, l’attendere è una dimensione che attraversa tutta la nostra esistenza personale, familiare e sociale. L’attesa è presente in mille situazioni, da quelle più piccole e banali fino alle più importanti, che ci coinvolgono totalmente e nel profondo […] Si potrebbe dire che l’uomo è vivo finché attende, finché nel suo cuore è viva la speranza. E dalle sue attese l’uomo si riconosce: la nostra «statura» morale e spirituale si può misurare da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo. Ognuno di noi dunque, specialmente in questo tempo che ci prepara al Natale, può domandarsi: io, che cosa attendo? A che cosa, in questo momento della mia vita, è proteso il mio cuore?” (Benedetto XVI).

Inventori di strade augura a tutti un Santo Natale, in cui la gioia dell’incontro col Signore – che in questo giorno è così speciale ma che sempre può rinnovarsi poiché ogni giorno Egli viene e verrà tra noi, fino all’ultima sua venuta – vada ben aldilà di quanto ciascuno nella propria attesa ha sperato e meritato con la tensione del proprio cuore.

Ogni attività su questo sito viene da oggi sospesa, per riprendere con il nuovo anno.

Natale 1944 a Wietzendorf
Presepio degli Internati Militari Italiani nel lager di Wietzendorf – Natale 1944 (foto Luigi Petrazzoli) … ciascuna statuina è fatta con ciò che ogni prigioniero, nella sua totale povertà, ha voluto donare, privandosi di cose enormemente care, brandelli di vita passata che il coraggio di ciascuno ha trasformato in segni di speranza. «Nonostante le perquisizioni dei tedeschi, ogni militare italiano era riuscito a tenere con sé qualche piccolo oggetto che gli ricordava la fidanzata, la moglie, i suoi bambini, le persone care: ricordi gelosamente custoditi e difesi che vennero offerti al Bambino Gesù in quel Natale del 1944»” (da L. Frigerio, Noi nel lager, Paoline, Milano 2008). Il Presepio è esposto nell’anticappella di San Vittore della Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

Il 10° anniversario della Caritas di Sant’Ilario d’Enza

Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe (Madre Teresa).

Venerdì 17 dicembre p.v. la Caritas Parrocchiale “Madre Teresa” di Sant’Ilario d’Enza festeggia i suoi primi dieci anni di vita, secondo il programma qui allegato (cliccare sopra).

La Caritas è l’organismo pastorale che si propone di promuovere la testimonianza della carità della comunità cristiana in forme adeguate ai bisogni e ai tempi, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. Suo obiettivo essenziale è di sollecitare la comunità parrocchiale a diventare comunità di carità, cioè una comunità che si distingue, che si caratterizza per l’attuazione pratica del precetto evangelico dell’amore. Questo obiettivo essenziale viene perseguito dalla Caritas attraverso un’azione di sensibilizzazione comunitaria e coordinando le varie espressioni di servizio di carità presenti e operanti sul territorio.

L’inizio dell’attività venne benedetto dal vescovo Adriano Caprioli proprio il 17 dicembre dell’Anno giubilare 2000.

Il video dell’incontro con Liliana Cosi

Sant’Ilario d’Enza, 4 dicembre 2010: Danzo per te: testimonianza.

Liliana Cosi 04.12.2010 from Inventori di Strade on Vimeo.

Liliana Cosi in sintesi

L’incontro di sabato 4 dicembre con l’étoile della danza classica Liliana Cosi ha chiuso al meglio il programma 2010 di Inventori sulla strada “Corpo che sono e corpo che ho”. Una testimonianza che muovendo da un breve excursus sulla storia del balletto in Europa, ha toccato affascinanti note autobiografiche, per concludersi con la spiegazione dello spettacolo “I grandi pas de deux” cui siamo invitati il prossimo 9 dicembre al Teatro Regio di Parma, e poi a seguire l’intenso dialogo della nostra Ospite con alcuni degli intervenuti.

La sorpresa di trovarsi di fronte ad un’artista di fama internazionale, che ha raccolto entusiastici applausi in tutto il mondo e che viene con grande finezza e semplicità a comunicarti la sua “anima” e ti dice che per lei non importa siano migliaia oppure nemmeno dieci gli spettatori, perché sempre e comunque sa di dover donare il meglio di sé, questa sorpresa non intendiamo in qualche modo ridurla con una nostra sintesi, così che rimandiamo senz’altro alla visione dell’intero incontro chi volesse gustarsela.

Unica osservazione. Dietro alle parole di Liliana Cosi che parla di sé e del suo mondo con voluta riservatezza non puoi fare a meno di intravedere una Bellezza interiore che affascina. E rinviamo con questo alla sua scorrevole autobiografia, dove “si confessa”: “Per me la danza è la vita […] Uno scrittore o un poeta esprimono il loro attraverso parole scritte, un pittore attraverso linee e colori: io esprimo la mia anima attraverso la danza, perché non posseggo altro mezzo, e mi sembra il mezzo più completo perché viene offerto dal nostro corpo”. E più avanti, accennando allo statuto della sua Scuola: “Ci proponiamo di coltivare e di diffondere, specie tra i giovani, il balletto, quale espressione di arte e di cultura, strumento di elevazione e liberazione, oltre ogni confine sociale e nazionale, momento dell’armonia e della bellezza che l’anima di ogni uomo ricerca[1].


[1] L. Cosi, Etoile. La mia vita, Città Nuova, Roma 2010, 141 e 143.

Festa di Sant’Eulalia 2010

Festa di Sant'Eulalia 2010

Nella riscoperta di comuni radici, la festa patronale ha sempre costituito – e tuttora costituisce dove sopravvive il senso della comunità locale – un momento di aggregazione per tutto un paese.

Quest’anno ha preso vita un’iniziativa del Comune e della Parrocchia intesa ad animare con rinnovati contenuti la festa di Sant’Ilario d’Enza, che ha come patrona una santa spagnola: Eulalia, fanciulla dodicenne già nota, secondo la tradizione, per la bontà tra la sua gente e martire della fede nella persecuzione dei cristiani agli inizi del IV secolo.

Una santa di terra straniera, che ben si adatta alla molteplicità da cui è oggi composto il mosaico etnico di Sant’Ilario, che d’altra parte non fa che dilatare una vocazione all’accoglienza inaugurata sin dal dopoguerra con le migrazioni dal Polesine e più avanti dal Meridione.

Ne è scaturita una celebrazione in due giorni, fatta di elementi attinti alla fede e alla cultura del paese, propizi a un dialogo che guida a ripercorrerne assieme la storia, che è fatta dalle persone che vi sono passate e che oggi ci vivono, il “paese che noi siamo”.

Secondo il programma qui esposto (e per ingrandirlo basta cliccarci sopra), in una prima serata – giovedì 9 dicembre – viene presentato il libro “Sant’Ilario sui banchi di scuola. Un secolo di vicende, immagini e ricordi”, realizzato dall’Amministrazione comunale in collaborazione con T&M Associati, mentre in una seconda – venerdì 10 dicembre – oltre la celebrazione della Santa Messa, nella chiesa parrocchiale è proposto alla popolazione l’evento scenico “Martyrion, da Eulalia ai nostri giorni”, a cura della Parrocchia e con la collaborazione di Inventori di strade e del Teatro L’attesa, evento che già abbiamo segnalato tra gli appuntamenti.

Non resta che intervenire e partecipare.

10/12/2010 – “Martyrion, da Eulalia ai nostri giorni”

Annigoni - Sant'Eulalia
Annigoni – Sant’Eulalia

Nella ricorrenza della festa liturgica della Patrona Sant’Eulalia V.M., la Parrocchia di Sant’Ilario d’Enza, in concorso con il Comune e con il contributo di Inventori di strade e del teatro L’attesa, presenta

Martyrion, da Eulalia ai nostri giorni

evento scenico ispirato alla pedagogia delle immagini (la medievale Biblia pauperum), alla teologia narrativa (il modo di annuncio del kerigma cristiano nei primi secoli) e alla teatralità a più voci (tipica delle antiche Laudi e Passio e conservata in certo folklore, oltre che nella liturgia della Chiesa).

Chiesa parrocchiale di Sant’Eulalia V.M.

Venerdì 10 dicembre 2010 ore 21,00

con replica

Domenica 12 dicembre ore 21,00

L’accesso è gratuito ma a motivo del limitato numero di posti è necessaria la prenotazione, che può essere fatta in loco presso la Tabaccheria Spaggiari, via Roma 56.

Si ricorda che la festa liturgica avrà la sua solenne celebrazione il 10 dicembre nella S. Messa delle ore 18,30.

9/12/2010 – “I grandi «Pas de deux»” al Teatro Regio di Parma

Diamo seguito all’incontro già programmato del 4 dicembre con Liliana Cosi fissando un nuovo appuntamento al Teatro Regio di Parma dove il 9 dicembre alle ore 21,00 la Compagnia di Balletto Classico Cosi-Stefanescu presenta tutta una serata dedicata ai grandi “Pas de deux”. Nell’unico termine si compendia l’assieme del “passo a due” con le “variazioni” del danzatore e della danzatrice e le “code”, un’articolata struttura che lascia libera espressione al meglio della tecnica e della sensibilità artistica, fino al puro virtuosismo.

Con questo spettacolo la Compagnia si propone al largo pubblico restando in sintonia con il programma statutario dei suoi fondatori, vale a dire la diffusione del “balletto quale espressione di arte e di cultura, strumento di elevazione e liberazione oltre ogni confine sociale e nazionale, momento dell’armonia e della bellezza che l’anima di ogni uomo ricerca.

Per ogni dettaglio apri la Locandina.

Per saperne di più puoi invece cliccare qui

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