23/10/2010 – “Per una città a misura della famiglia” a cura del Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Emilia

Sabato 23 ottobre il Forum Provinciale delle Associazioni Provinciali di Reggio Emilia celebra il decennale della sua fondazione con un convegno – ospitato da Inventori di strade unitamente alla Parrocchia di Sant’Eulalia in Sant’Ilario d’Enza – che nel titolo rispecchia una problematica di estrema attualità: “Per una città a misura della famiglia”.

Per una citta a misura di famiglia
Per una citta a misura di famiglia

Gli appuntamenti del IV trimestre

Ecco qui di seguito il quadro aggiornato degli appuntamenti di Inventori di strade per l’ultimo trimestre 2010, su ciascuno dei quali ritorneremo a suo tempo (rispetto alla precedente versione, l’incontro con Emerico Labarile è stato rinviato di due settimane):

Sulla strada “Stare dentro ai tempi nuovi”:

  • 2 ottobre – incontro con Francesco Agnoli: “Tra scienza e fede c’è amicizia”.

Sulla strada “Corpo che sono e corpo che ho”:

  • 20 novembre – incontro con Emerico Labarile: “Scrittura manoscritta e scrittura elettronica (antitesi tra fisicità e immagini del corpo)”;
  • 4 dicembre – incontro con Liliana Cosi: “Danzo per te: testimonianza”;
  • 9 dicembre – spettacolo di balletto classico della Compagnia Balletto Classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu: “I grandi pas de deux” – Teatro Regio di Parma.

Altre strade:

  • 23 ottobre – Convegno del “Forum Provinciale delle Associazioni Familiari” di Reggio Emilia: “Per una città a misura di famiglia”;
  • 13 novembre – incontro con l’Associazione onlus “Genitori si diventa”: “Ti ho chiamato figlio. Essere genitori senza restrizioni”.

Il video dell’incontro con Francesco Agnoli

Sant’Ilario d’Enza, 2 ottobre 2010: Tra scienza e fede c’è amicizia.

Agnoli 02.10.2010 from Inventori di Strade on Vimeo.

Gli appuntamenti del IV trimestre

Ecco qui di seguito gli appuntamenti di Inventori di strade per l’ultimo trimestre 2010, su ciascuno dei quali ritorneremo a suo tempo:

Sulla strada “Stare dentro ai tempi nuovi”:

  • 2 ottobre – incontro con Francesco Agnoli: “Tra scienza e fede c’è amicizia”.

Sulla strada “Corpo che sono e corpo che ho”:

  • 6 novembre – incontro con Emerico Labarile: “Scrittura manoscritta e scrittura elettronica (antitesi tra fisicità e immagini del corpo)”;
  • 4 dicembre – incontro con Liliana Cosi: “Danzo per te: testimonianza”;
  • 9 dicembre – spettacolo di balletto classico della Compagnia Balletto Classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu: “I grandi pas de deux” – Teatro Regio di Parma.

Altre strade:

  • 23 ottobre – Convegno del “Forum Provinciale delle Associazioni Familiari” di Reggio Emilia: “Per una città a misura di famiglia”;
  • 13 novembre – incontro con l’Associazione onlus “Genitori si diventa”: “Ti ho chiamato figlio”.

02/10/2010 – “Tra scienza e fede c’è amicizia” con Francesco Agnoli

Francesco Agnoli
Francesco Agnoli

Inventori di strade si avventura sulla nuova strada Stare dentro ai tempi nuovi incontrando Francesco Agnoli, giovane e affermato scrittore, giornalista e pubblicista, che tra l’altro collabora con alcuni quotidiani e periodici nazionali, tra cui Avvenire.

Il tema – “Tra scienza e fede c’è amicizia” – affronta una delle questioni nodali su cui è assolutamente necessario fare chiarezza e darsi idee forti per poter entrare in un confronto sereno e sincero con il mondo di oggi e in tal modo starci dentro “senza sterili nostalgie per il passato e al contrario con una forte capacità di comunicare nei linguaggi del presente e di anticipare il futuro” (Card. C. Ruini).

Tornano di estrema attualità le parole del nuovo Beato John Henry Newman, ricordate da Benedetto XVI nella solenne liturgia di domenica scorsa: «Voglio un laicato non arrogante, non precipitoso nei discorsi, non polemico, ma uomini che conoscono la propria religione […] che sanno cosa credono e cosa non credono, che conoscono il proprio credo così bene da dare conto di esso, che conoscono così bene la storia da poterlo difendere».

Tutti sono invitati a partecipare, nell’Oratorio San Giovanni Bosco in Sant’Ilario d’Enza (RE), piazza IV Novembre, sabato 2 ottobre 2010 – ore 17,00.

Stare dentro ai tempi nuovi

Afferma Benedetto XVI: “Un popolo che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia, privo di valori chiaramente definiti e senza grandi scopi chiaramente enunciati” [1].

È questo il tema della tumultuosa trasformazione dell’odierna società occidentale, caratterizzata da un “conflitto” tra la tradizione e il presente che pone in crisi ogni verità, fino alla perdita per la persona di un “centro” cui riferirsi ed in definitiva ad un profondo disagio nel vivere i tempi nuovi.

Il tema è ripreso dal cardinale Camillo Ruini che ricorda come il Santo Padre Giovanni Paolo II abbia a suo tempo indicato la strada per rovesciare la convinzione dell’irreversibilità del processo di secolarizzazione in atto e la conseguente tendenza ad una sorta di rassegnata passività. Osserva Ruini:

“Giovanni Paolo II portava dentro di sé una visione diversa, radicata nella sua esperienza personale, storica ed ecclesiale, nel suo modo di vivere e di intendere la fede come nella sua riflessione antropologica e teologica.

Egli pensava cioè che la secolarizzazione non fosse il destino inevitabile della modernità. Riteneva, anzi, che il suo punto culminante fosse ormai alle nostre spalle e che il grande compito della Chiesa oggi fosse l’evangelizzazione intesa in senso forte e pieno, come capacità di portare Cristo al centro della vita e della cultura e quindi anche del divenire della storia.

Questa era, per lui, la missione della Chiesa: perciò la Chiesa doveva, senza timori e fino in fondo, prendersi cura dell’uomo, nel concreto della sua esistenza e delle sue situazioni.

A tal fine doveva certamente stare dentro ai tempi nuovi, senza sterili nostalgie per il passato e al contrario con una forte capacità di comunicare nei linguaggi del presente e di anticipare il futuro. Ma doveva anche mantenere tutto lo spessore e la densità umana e popolare della sua fede e della sua pastorale, non ripudiando ma conservando e rinnovando le proprie ricchezze tradizionali e anche devozionali” [2].

Dopo Corpo che sono e corpo che ho, la nuova strada per gli Inventori percorrerà dunque questo tema – Stare dentro ai tempi nuoviproponendo da un lato avvenimenti della recente storia europea nei quali già si è mostrata l’irrinunciabile esigenza per l’uomo – e per il cristiano in particolare – di stare dentro, al fine di salvare la propria identità per sé e per gli altri, e da un altro lato affrontando alcuni punti nodali di discussione con i relatori che man mano saranno invitati a portare il loro contributo.

Il primo appuntamento – su cui presto ritorneremo – sarà il prossimo 2 ottobre con Francesco Agnoli: “Fra scienza e fede c’è amicizia”.


[1] Incontro a Lisbona con il mondo della cultura, 12 maggio 2010.

[2] L’inatteso pontificato di Giovanni Paolo II, intervento all’incontro del Centro Universitario Cattolico in Roma, 18 maggio 2010.

8 settembre 2010 – Celebrazioni 50° anniversario di don Pietro Margini

L'ingresso di don Pietro Margini a Sant'Ilario d'Enza
L’ingresso di don Pietro Margini a Sant’Ilario d’Enza

Mercoledì 8 settembre 2010, in apertura della 38a Festa dei Giovani la parrocchia di Sant’Eulalia V. M. in Sant’Ilario d’Enza fa memoria di don Pietro Margini, parroco dal 1960 al 1990, in occasione del 50° anniversario del suo ingresso, avvenuto il 28 agosto 1960.

Questo il programma:

ore 19.00 – S. Messa presieduta da Padre José Noriega-Bastos, superiore dei Discípulos de los Corazones de Jesús y María – Madrid

ore 21.00 – Rappresentazione di “Luoghi, Tracce – Don Pietro Margini, parroco a Sant’Ilario 1960-1990

La rappresentazione, partecipata e animata dagli stessi spettatori, si terrà a partire dal sagrato della chiesa parrocchiale e sarà replicata giovedì 9 settembre (con inizio però alle 20.30). L’ingresso è gratuito ma a motivo del limitato numero dei posti è necessaria l’iscrizione individuale. Ci si può rivolgere a:

  • Simone Gelosini: cell. 349.3704937, e-mail simone.gelosini@alice.it
  • Stefano Davoli: cell. 347.8904184, e-mail davoli79@yahoo.it

Domenica 29 agosto, dopo le Messe parrocchiali, sarà possibile iscriversi presso gli incaricati presenti sul sagrato della chiesa.

“Sintesi degli incontri con Francesco Zappettini e Emerico Labarile”

Nel numero di maggio-giugno 2010 il periodico santilariese “Via Emilia” riporta a firma di Pietro Moggi una bella sintesi dei due incontri di Inventori di strade con Francesco Zappettini ed Emerico Labarile. Per leggere l’articolo clicca qui.

Interventi all’Assemblea del 6 giugno (2)

Ecco un altro degli interventi in Assemblea, pervenuto negli ultimi giorni.

La proposta culturale degli inventori di strade è molto interessante e valida, di buon livello che sarebbe bene conservare alto, oggi la tendenza ad abbassare le richieste culturali è troppo forte e ciò va a scapito della riflessione personale e della ginnastica mentale che tanto manca non solo alle nuove generazioni. Attenzione però al rischio opposto, cioè quello delle troppe proposte in tempo brevi, il buon cibo va gustato e assaporato con cura!

Propongo anche la possibilità di incontri con un gruppo (che fa capo a Lucio Guasti e al Pd), che ha affrontato il problema della politica oggi, intesa come “scuola di politica” non partitica anche se così potrebbe sembrare. Abbiamo già realizzato quattro incontri su vari temi che sono stati molto interessanti e utili. Potrebbe essere (in alcune occasioni), un momento comune di crescita per coloro che intendono mettere buona volontà e serietà, almeno a livello locale, nell’azione politica intesa come servizio alla comunità e buona pratica (RG).

Interventi all’Assemblea del 6 giugno (1)

Alcuni dei Soci protagonisti del dibattito nell’Assemblea straordinaria hanno inviato il testo del loro interventi, che qui pubblichiamo aprendo il confronto coi lettori.

Esprimo l’esigenza di creare dei gruppi di discussione fra di noi, perché il circolo non si riduca solo ad organizzatore di conferenze ma diventi anche esso stesso elaboratore di cultura. Per quanto riguarda la modalità di discussione nell’ambito del rapporto fra “visione di fede” e “visione moderna” dell’uomo e del mondo, sostengo l’esigenza di un approccio concreto (non troppo filosofico ma legato alle domande che la nostra esperienza di uomini moderni pone alla nostra fede e legato alle esigenze del dialogo con chi la pensa diversamente), che sia molto libero e aperto e che integri assieme diversi aspetti e punti di vista: teologico, scientifico, filosofico, storico, sociologico-culturale… Infatti il medesimo problema può richiedere competenze diverse. Poi mi sembra bello che la nostra attività di circolo culturale abbia delle ricadute pratiche nel paese in cui viviamo… Sto pensando a qualche proposta di carattere politico (non partitico); cioè vediamo una esigenza e proponiamo una iniziativa che possa andargli incontro (sempre per rimanere concreti). A questo riguardo sottolineo la modernità della nostra costituzione che per altro abbiamo nel nostro statuto e come sarebbe bello prenderla in mano. Mi pare un ottimo esempio di sintesi fra modernità e cultura cristiana (pur senza mai farci riferimento) (MZ).

Si vede che c’è stato tanto lavoro in questi mesi, lavoro fatto in modo serio. Io ho però un dubbio, che il Circolo sia nato vecchio. Naturalmente è NATO, e questo è prima di tutto un fatto importante. Però il bisogno attuale è quello di creare un circolo per noi dai 40 anni in su (tranne rare eccezioni, che rischi dopo qualche mese di diventare un bel luogo un po’ autoreferenziale) o piuttosto di fare qualcosa che introduca i GIOVANI alla cultura, una cultura non già altissima, fatta per chi ha già compiuto percorsi profondi e forti? Positivi i relatori selezionati finora, anche quelli prospettati per il prossimo futuro, ma i giovani che hanno bisogno sono quei pochi bravissimi che vengono, o anche tutti gli altri, che spesso trovano proposte di formazione piene di avvenimenti ai quali partecipare, anziché situazioni che li educhino ad ESSERE, per poi saper scegliere? Il mio forte dubbio è: questo tipo di percorsi, o sentieri che dir si voglia, è in grado di parlare loro, creando alla fine degli incontri un’occasione di dialogo che tolga loro la soggezione del momento, e consenta di partecipare in proprio ad un effettivo momento di scambio? Questo obbiettivo è realizzabile in un contesto come il Circolo, o effettivamente non ha la possibilità di rientrare negli scopi, almeno per ora? O forse, infine: ben venga l’attuale modo di procedere, ma non si perda la vitale necessità di creare una sezione finalizzata ai giovani. Ci vorrebbe il coraggio di correre il rischio di affidarla proprio a loro (MB).

Prima cosa: mi sembra che il Circolo abbia dimostrato di rispondere ad un bisogno reale del nostro ambiente. Seconda: condivido il parere di chi ha sottolineato l’esigenza di momenti di confronto e riesame tra i soci dopo gli incontri, per discutere e metabolizzare quanto ascoltato o vissuto. Terza: mi piace il tema individuato per il prossimo anno, ma ritengo necessari, prima degli incontri tematici, due approfondimenti: il primo dedicato ai processi in atto a scala globale, che vengono sintetizzati di solito col termine globalizzazione, che però è termine riempito di contenuti e significati troppo disomogenei per costituire una base chiara sulla quale innestare le analisi di singoli aspetti dei “nostri giorni”: il secondo dedicato alla situazione italiana. Se Dio vorrà, sono disponibile per almeno aiutare sull’impostazione dei due approfondimenti in questione (GB).

Restiamo in attesa degli altri contributi.