Stare dentro ai tempi nuovi

Afferma Benedetto XVI: “Un popolo che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia, privo di valori chiaramente definiti e senza grandi scopi chiaramente enunciati” [1].

È questo il tema della tumultuosa trasformazione dell’odierna società occidentale, caratterizzata da un “conflitto” tra la tradizione e il presente che pone in crisi ogni verità, fino alla perdita per la persona di un “centro” cui riferirsi ed in definitiva ad un profondo disagio nel vivere i tempi nuovi.

Il tema è ripreso dal cardinale Camillo Ruini che ricorda come il Santo Padre Giovanni Paolo II abbia a suo tempo indicato la strada per rovesciare la convinzione dell’irreversibilità del processo di secolarizzazione in atto e la conseguente tendenza ad una sorta di rassegnata passività. Osserva Ruini:

“Giovanni Paolo II portava dentro di sé una visione diversa, radicata nella sua esperienza personale, storica ed ecclesiale, nel suo modo di vivere e di intendere la fede come nella sua riflessione antropologica e teologica.

Egli pensava cioè che la secolarizzazione non fosse il destino inevitabile della modernità. Riteneva, anzi, che il suo punto culminante fosse ormai alle nostre spalle e che il grande compito della Chiesa oggi fosse l’evangelizzazione intesa in senso forte e pieno, come capacità di portare Cristo al centro della vita e della cultura e quindi anche del divenire della storia.

Questa era, per lui, la missione della Chiesa: perciò la Chiesa doveva, senza timori e fino in fondo, prendersi cura dell’uomo, nel concreto della sua esistenza e delle sue situazioni.

A tal fine doveva certamente stare dentro ai tempi nuovi, senza sterili nostalgie per il passato e al contrario con una forte capacità di comunicare nei linguaggi del presente e di anticipare il futuro. Ma doveva anche mantenere tutto lo spessore e la densità umana e popolare della sua fede e della sua pastorale, non ripudiando ma conservando e rinnovando le proprie ricchezze tradizionali e anche devozionali” [2].

Dopo Corpo che sono e corpo che ho, la nuova strada per gli Inventori percorrerà dunque questo tema – Stare dentro ai tempi nuoviproponendo da un lato avvenimenti della recente storia europea nei quali già si è mostrata l’irrinunciabile esigenza per l’uomo – e per il cristiano in particolare – di stare dentro, al fine di salvare la propria identità per sé e per gli altri, e da un altro lato affrontando alcuni punti nodali di discussione con i relatori che man mano saranno invitati a portare il loro contributo.

Il primo appuntamento – su cui presto ritorneremo – sarà il prossimo 2 ottobre con Francesco Agnoli: “Fra scienza e fede c’è amicizia”.


[1] Incontro a Lisbona con il mondo della cultura, 12 maggio 2010.

[2] L’inatteso pontificato di Giovanni Paolo II, intervento all’incontro del Centro Universitario Cattolico in Roma, 18 maggio 2010.