Il video del primo incontro con Andrea Porcarelli

Porcarelli 20.03.2010 from Inventori di Strade on Vimeo.

Sant’Ilario d’Enza, 20 marzo 2010: Corporeità e sessualità nella cultura occidentale

Ti auguriamo una buona visione, utilissima – oltre che per mettere a fuoco tutta la complessa trama della Corporeità e sessualità nella cultura occidentale – in preparazione al secondo incontro su L’identità della persona tra dimensione corporea e dimensione spirituale. Se lo desideri, nel tuo intervento sul nostro blog puoi rivolgerti direttamente ad Andrea Porcarelli.

“La libertà” parla dell’incontro con Davide Rondoni

Su La libertà del 20 marzo 2010 l’incontro di Inventori di strade del 6 marzo con Davide Rondoni sul tema “Il corpo della poesia”.

La libertà - Rondoni 6 marzo 2010
La libertà – Rondoni 6 marzo 2010

10/04/2010 – “Identità della persona tra dimensione corporea e dimensione spirituale” con Andrea Porcarelli

Andrea Porcarelli
Andrea Porcarelli

Sabato 10 aprile 2010 il terzo incontro sulla strada “Corpo che sono e corpo che ho”, che è anche il secondo con Andrea Porcarelli, che nel precedente del 20 marzo ha sviluppato il tema della “Corporeità e sessualità nella cultura occidentale”. Il titolo è questa volta “Identità della persona tra dimensione corporea e dimensione spirituale”, con il quale il Relatore entrerà nella pars construens del suo complessivo intervento.

Tutti sono invitati a partecipare – ore 18,00 – nell’Oratorio San Giovanni Bosco in Sant’Ilario d’Enza (RE), piazza IV Novembre.

Prepariamo gli incontri con Andrea Porcarelli

Tra molte altre cose Andrea Porcarelli è Direttore scientifico del Portale di Bioetica e docente di Pedagogia generale e sociale all’Università di Padova, oltre che membro del Consiglio scientifico dell’Istituto Veritatis Splendor di Bologna.

Eccoti alcune indicazioni per conoscere il secondo ospite di Inventori di strade con il quale cercheremo di addentrarci sempre più nel percorso che abbiamo individuato, una sorta di viaggio “intorno” al corpo per riappropriarci di tutta la ricchezza identitaria ch’esso costituisce. Un viaggio “intorno” per entrare “dentro” al senso di quel corpo che ci è stato donato e guardarlo con lo stupore che si prova davanti a un tesoro di cui non sempre si coglie a sufficienza il valore. Un atto di ribellione nei confronti d’una società che vuole ridurre i corpi a oggetti, una consapevole presa di distanza da tutte le manipolazioni culturali che ci vogliono anestetizzare e privarci di quel senso critico che rende veramente unica la vita.

Oltre che visitare i siti ai link sopra indicati, puoi andare a vedere i numerosi titoli pubblicati dal nostro Relatore.

Rondoni in sintesi

Davide Rondoni
Davide Rondoni

In attesa di poter offrire, in aggiunta al video già disponibile, l’intero testo scritto, tentiamo qui una sintesi dell’intervento di Davide Rondoni a Inventori di strade del 6 marzo 2010.

Tutti siamo poeti: quando la realtà ti colpisce tu la “soprannomini” per guardarla meglio. Così Dante quando incontra Beatrice sente l’urgenza di parole per mettere a fuoco quel che gli è successo, il segreto del mondo che ha visto incontrando lei, e fa la Divina Commedia per questo. La poesia sono parole che si animano per guardare meglio la vita. Le parole del poeta, mettendo a fuoco la sua vita, ti permettono di meglio mettere a fuoco la tua: questo è il prodigio che fa la poesia.

Il più grande inno al corpo si trova nella Divina Commedia. Nel XIV del Paradiso le anime esplodono in un grido di nostalgia del proprio corpo per poter vedere i loro cari o farsi vedere così come si sono conosciuti: tu sei tu perché sei unità imprescindibile di anima e corpo. Forse non c’è altra pagina così azzardata in onore al corpo.

La grande sfida è se il corpo è una monade, una cosa isolata, o se ne comprendo il valore mettendolo in relazione con qualcosa d’altro, come del resto avviene per ogni altra cosa. Questa è la grande questione culturale che abbiamo di fronte oggi. Per esempio nel dibattito sul testamento biologico: se io mi concepisco come una monade ci sono soltanto io e lo Stato e devo perciò andar dal notaio per stabilire ciò che lo Stato farà di me in punto di morte, se invece io vivo una vita di relazione so che in qualsiasi momento avrò qualcuno vicino a me. Lo stesso problema si presenta per la solitudine: l’alternativa alla solitudine è l’amicizia ma hanno sostituito l’amicizia con la comunicazione e la tecnologia non dà relazione ma solo comunicazione e la solitudine non si risolve con la comunicazione ma con la relazione.

Rimbaud, un poeta “maledetto”, cioè “assoluto” (secondo la definizione di Paul Verlaine), dice: “Je est un autre”, “Io è un altro”, perché al fondo del fondo di sé c’è qualcosa d’altro che lo muove, che lo motiva, una relazione fondante cui obbedire. Per trovare te stesso devi trovare un altro, tant’è che una persona, quando racconta se stessa, lo fa attraverso i legami che ha: “Sono sorella di…figlio di…, amico di…, sono di…”.

Il nostro corpo porta l’impronta di non esistere per se stesso e d’esser fatto per altro. Il primo elemento del corpo è che “è dato”, non te lo sei deciso tu. L’altra cosa è che il corpo cerca l’altro, un altro corpo, cerca un “tu”, cerca un’alterità. È il primo bordo, riva di quell’abisso che cerca l’abisso. Noi siamo un abisso che invoca l’abisso. Ma se pensi che il corpo dell’altro sia l’abisso che ti soddisfa, resti deluso, perché quel corpo è solo la riva di quest’abisso. L’uomo merita Dio, non un altro uomo. Non confondere l’altra riva come fosse l’abisso. “Il sesso a volte è l’infinito dei cani” (Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte): si confonde una scintilla per il tutto. Se non educhiamo i giovani all’infinito che si gusta nell’amicizia, nell’arte, nell’esperienza religiosa, è chiaro che loro si buttano come piccoli cani sul sesso, perché l’uomo è fatto per l’infinito e quindi lo cerca, dappertutto. Non trovando l’originale, si buttano sulla copia, ed è comprensibile che sia così.

Pur tra mille travisamenti ma con una sorprendente tenacia, il cristianesimo ha difeso il corpo fino all’estremo della sua sacralità e importanza, non solo invitando a non sperperarlo ma come luogo di responsabilità e di valore, perché quando uno entra in chiesa vede un Corpo che è sulla croce. Dio non è un’idea, è un Corpo. Se Dio si è fatto Corpo, vuol dire che il corpo merita Dio. Alla fine, in Paradiso, noi aspetteremo i nostri corpi.

Il video dell’incontro con Davide Rondoni

Sant’Ilario d’Enza, 6 marzo 2010: Il corpo della poesia

Rondoni 06.03.2010 from Inventori di Strade on Vimeo.

Per documentarti su Davide Rondoni vai al suo sito personale, molto ricco di notizie: biografia, poesie, saggi e interventi e così via.

20/03/2010 – “Corporeità e sessualità nella cultura occidentale” con Andrea Porcarelli

Andrea Porcarelli - Primo piano
Andrea Porcarelli – Primo piano

Sabato 20 marzo 2010 il secondo incontro sulla strada “Corpo che sono e corpo che ho”, che attraversa i molteplici aspetti della corporeità umana.

Alle ore 18,00 l’appuntamento con Andrea Porcarelli, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università di Padova e direttore scientifico del Portale di Bioetica, oltre che membro del Consiglio scientifico dell’Istituto “Veritatis splendor” di Bologna. Dopo “Il corpo della poesia” sviluppato in apertura da Davide Rondoni il 7 marzo, questa volta il tema è “Corporeità e sessualità nella cultura occidentale”, di cui il Relatore tratterà l’evoluzione nel tempo fino alla situazione di oggi.

È questa la prima parte del contributo di Andrea Porcarelli, cui farà seguito il 10 aprile la seconda: “Identità della persona tra dimensione corporea e dimensione spirituale”, con la quale ci troveremo ormai nel vivo del nostro percorso.

Tutti sono invitati a partecipare, nell’Oratorio San Giovanni Bosco in Sant’Ilario d’Enza (RE), piazza IV Novembre.

Seguirà alle ore 20,00, riservata ai soci del Circolo, una cena conviviale presso l’Agriturismo San Giuseppe di Gattatico.

06/03/2010 – “Il corpo della poesia” con Davide Rondoni

Davide Rondoni
Davide Rondoni

Sabato 6 marzo 2010 il primo d’una serie di incontri sul filo conduttore scelto per questo primo anno di vita del Circolo: “Corpo che sono e corpo che ho”, un percorso, una strada che affronta la corporeità umana nella molteplicità dei suoi aspetti, sia che appartengano alla struttura organica, alla “fisicità” del corpo, sia che appartengano alla sua trascendenza, al “mistero” della persona.

Alle ore 16,30 l’appuntamento con Davide Rondoni, poeta e scrittore, editorialista di Avvenire, Il Tempo e Il Sole 24 ore, che svilupperà l’accattivante tema “Il corpo della poesia”. Tutti sono invitati a partecipare, nell’Oratorio San Giovanni Bosco in Sant’Ilario d’Enza (RE), piazza IV Novembre.

“Inventori di strade” sulla stampa

La libertà del 13 febbraio 2010 annuncia la nascita di “Inventori di strade” (a firma di Pietro Moggi)

"La libertà" del febbraio 2010 annuncia la nascita di "Inventori di strade"
“La libertà” del febbraio 2010 annuncia la nascita di “Inventori di strade”