Chi siamo

Per conoscere meglio l’organizzazione di volontariato Circolo di Cultura Inventori di Strade – Liberi per vivere OdV, puoi leggere il suo Statuto.

Di seguito i ruoli istituzionali nominati nell’assemblea straordinaria dei soci del 9 giugno 2025:

  • Tubini Damiana – Presidente
  • Montanari Margherita – Vicepresidente
  • Meneghini Fabiana – Segretario

L’associazione “Circolo di Cultura Inventori di Strade – Liberi per vivere OdV”, presente nel Comune di Sant’Ilario d’Enza dal 2010 e da pochi mesi rinnovata nel Consiglio direttivo e nella Presidenza, ha approvato l’adeguamento dello Statuto per l’iscrizione nel Registro Unico Nazionale Terzo Settore.

La denominazione “Inventori di Strade” riconducibile ad una espressione coniata da Padre Ermes Ronchi, nasce dal desiderio di realizzare un progetto che, attraverso percorsi nuovi, doni l’opportunità di cogliere le voci, le espressioni che vengono sia dal mondo laico che da quello religioso. Come un nuovo “Cortile dei gentili” (il luogo nel Tempio di Gerusalemme dove ebrei e non ebrei potevano incontrarsi e dialogare) cercheremo di mettere insieme ciò che è un bene comune, per realizzare un’umanità più unita, cercando di avvicinarci a ciò che è bello e vero.

Affrontando tematiche di interesse culturale e di attualità vorremo allenarci a quella apertura mentale che porta con sé ascolto e accoglienza dell’altro senza preclusioni, con rispetto, in uno spirito di autentica libertà e ricerca. Ascoltarsi e fare qualche passo insieme, credere nel dialogo, confrontarsi e alimentare i semi di umanità che sono dentro ciascuno di noi.

La strada è un luogo laico, libero, democratico, che congiunge e non separa, ed è anche la prima struttura iniziale del Cristianesimo, come accadde in Galilea, sui passi di Gesù dove i primi discepoli erano chiamati “quelli della via”.
E il cammino è metafora della vita, del ritorno al cuore, dell’apertura agli altri.
“Inventori di strade” quindi per cercare strade nuove, percorribili nel nostro tempo, chiedendo rispetto per la religiosità e mettendosi in ascolto della “religiosità laica”.